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martedì 17 settembre 2013

SARDEGNA... day 8 (Cagliari e Costa Rei)


Risveglio nella meravigliosa fioritura del giardino circostante, e colazione sotto al pergolato con torte dolci e salate.
La partenza giusta per una calda giornata che ci vedrà di passaggio per la città di Cagliari, per poi iniziare la fase di risalita di questo entusiasmante girotondo sardo. 
D'ingresso a Cagliari, riusciamo a trovare facilmente parcheggio in una zona adiacente al centro: una manciata di scalini e qualche salita e ci troviamo tra palazzi, vicoli e monumenti di epoche e stili differenti. 
Il caldo è notevole, e direttamente proporzionale la voglia di rimettersi in macchina per proseguire il viaggio.
Ammissione di colpa: nè io nè Francesco amiamo particolarmente visitare i centri storico/artistici delle città. Ciò che ci affascina maggiormente è sempre il confine, il paesaggio che fa da contorno nelle sue mille sfumature. 
Ci è sufficiente una passeggiata tra le vie storiche per cogliere l'anima di un posto e proseguire con la prossima meta: ci sarà tempo, magari un domani, per visitarne chiese o musei. 

Con l'anima forse ignorante, ma ambiziosa d'avventura e conoscenza, sebbene in un modo che possa essere solo e soltanto "nostro", dirigiamo Panda Pazza alla volta della strada litoranea che costeggia la città e i suoi stagni, puntando il muso a sud verso Cala Mosca e il Poetto, da sempre oasi di refrigerio dei Cagliaritani in cerca di mare seppur all'interno di una città. 
Il paesaggio è quello di qualsiasi località balneare: chilometri di sabbia e cabine per bagnanti, parcheggi stracolmi di ogni mezzo di locomozione e acque che sicuramente al corpo un refrigerio lo concedono, ma che agli occhi poco o nulla riservano. 
In men che non si dica, ci troviamo a circumnavigare Capo Carbonara, e -presi già da un attacco di nostalgia per il paradiso maldiviano di Chia e dintorni- ci mettiamo alla ricerca della spiaggia di Porto Giunco, che dal depliant tra le mie mani sembra tanto ricordare la splendida Baia Chia, con questa lingua di sabbia bianca tesa a ponte tra le acque dello stagno di Notteri e quelle cristalline del mare circostante. 
Siamo nei pressi di Villasimius, rinomata località balneare forse più cheap ed economica della blasonata cugina smeralda al nord, ma altrettanto affollata e apprezzata. 
Poco più a nord, l'altrettanto blasonata Costa Rei, adiacente alla strada che -puntando al nord- ci conduce a San Vito, dove abbiamo scelto di trascorrere la nostra notte, di passaggio per l'avventura del giorno seguente, che ci vedrà ospiti dell'entroterra nuorese.
E' a San Vito che facciamo la conoscenza di Cristiano, un ragazzo che diventa un punto di riferimento per il coraggio e l'anima mostrati in una vita troppo spesso spesa a rincorrere qualcosa che, fondamentalmente, altro non comporta che un allontanamento costante e graduale da ciò che, alla fine, più davvero conta. 
E' la storia di un ragazzo che decide di mollare studi e città universitaria per tornare nella sua terra... una terra che, capisce in fretta, sarebbe presto diventata solo una meta per le sue vacanze... una terra da cui non si sente pronto a separarsi... una terra che gli concederà l'inizio di una nuova vita.

            I GLICINI
5 su 5 stelle

Splendida casa di corte situata in un paesino ad una ventina di km dalla costa rei, arredata con il vecchio mobilio della casa dei nonni e cimeli della bottega farmaceutica di famiglia (dalle boccette di medicinali agli occhiali da vista del nonno, per finire al bancone posto alla reception).

L'accoglienza di Cristiano si distingue, e ci fa sentire subito protagonisti di un soggiorno "in famiglia", anche se per una sola notte.
 La camera riservataci era l'antico fienile della casa ereditata dai nonni, arredata in maniera semplice ma funzionale. 
Il cortile interno regala momenti di relax e di curioso divertimento di fronte allo spettacolino messo in scena dal cane coccolone che gioca col gatto freddo e distaccato. 

La splendida accoglienza di Cristiano ci riserva un posto alla cena organizzata da lui stesso per altri due clienti del b&b. 
Un tavolo all'interno del chiostro che costeggia lo splendido cortile, 4 coperti e un menù che ricalca la tradizione locale: antipasto di salumi, formaggi e focacce di San Vito. A seguire, i culurgiones, ravioli ripieni di patate menta e formaggio, ricavati dalle sapienti mani di Cristiano e serviti al sugo. 

E' stato come cenare tra amici, con Cristiano che vagava tra la cucina e il chiostro, dimenandosi tra le nostre curiosi domande e l'entusiasmo della figlia stessa di fronte al piatto preferito preparato dal padre (i culurgiones, appunto). 

Interessante il racconto della sua vita e della passione che, nel tempo, l'ha portato a rilevare questa splendida struttura: un insegnamento a non arrendersi mai ed inseguire i propri sogni.


Dedizione da premiare.

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